Dalle prime recite nel 1989 alla chiusura nel 2021
Una memoria condivisa
Ci sono esperienze che non hanno bisogno di essere raccontate con grandi parole, perché fanno già parte della memoria di una città.
La Baracca di Monza è stata una di queste.
Per oltre trent’anni ha rappresentato una presenza costante nella vita culturale locale, soprattutto per chi è cresciuto andando a teatro da bambino. Non un’istituzione nel senso formale, ma qualcosa di più vicino: un punto di riferimento riconoscibile, che negli anni è diventato quasi un’abitudine.
Ripercorrerne la storia oggi significa rimettere insieme un percorso fatto di continuità, lavoro quotidiano e rapporto diretto con il pubblico.
Gli inizi: 1989
La Cooperativa Teatrale “La Baracca di Monza” nasce nel 1989.
Fin dall’inizio si colloca nel campo del teatro per l’infanzia, in un periodo in cui anche in Italia questo ambito stava assumendo sempre più una propria identità, sia dal punto di vista artistico sia educativo.
La scelta della forma cooperativa definisce subito il metodo di lavoro: una struttura piccola, autonoma, che si autoproduce. Tutte le attività – ideazione, organizzazione, realizzazione degli spettacoli – vengono gestite internamente.
Negli anni questo approccio resta invariato. La compagnia non si appoggia a grandi strutture esterne e costruisce il proprio percorso basandosi sul lavoro diretto e sulla continuità delle attività.
Il Teatro Triante e le domeniche
Con il tempo, il luogo simbolo dell’attività diventa il Teatro Triante di Monza.
Qui si sviluppa la rassegna “…e un sacco di gente, soprattutto bambini”, organizzata dalla cooperativa e portata avanti per molte edizioni, con il sostegno anche delle istituzioni locali.
La rassegna si articola principalmente nei mesi autunnali e invernali, con appuntamenti nel fine settimana, in particolare la domenica pomeriggio. Nel corso degli anni propone un numero significativo di spettacoli per stagione, coinvolgendo sia produzioni interne sia compagnie ospiti provenienti dal panorama nazionale.
Questa continuità contribuisce a creare un pubblico stabile e fidelizzato, composto da famiglie che tornano nel tempo, accompagnando la crescita dei bambini.
Gli spettacoli
La proposta artistica si costruisce negli anni mantenendo una linea coerente.
Accanto alle produzioni della compagnia – spesso pensate per diverse fasce d’età, anche molto piccole – trovano spazio spettacoli selezionati con attenzione, sia per contenuti sia per linguaggi.
Il cartellone alterna fiabe, storie originali, teatro di figura, teatro musicale e forme di narrazione più contemporanee. In alcune stagioni vengono inserite anche nuove produzioni, affiancate da lavori già rodati.
Questa varietà permette di costruire una programmazione articolata, capace di mantenere nel tempo un certo equilibrio tra continuità e rinnovamento.
Un teatro che si muove
L’attività della Baracca non si limita al Teatro Triante.
La compagnia lavora in modo costante anche fuori dal teatro, portando spettacoli e attività in scuole, biblioteche e altri contesti culturali del territorio. Si tratta di una parte fondamentale del progetto, che affianca la programmazione ufficiale.
Nel corso degli anni l’attività arriva a numeri significativi, con quasi duecento rappresentazioni all’anno tra spettacoli e incontri.
Questo permette alla cooperativa di avere una presenza diffusa e continua, costruita non solo su eventi, ma su un lavoro quotidiano.
Il modo di lavorare
Alla base di questa continuità c’è un’impostazione precisa.
La Baracca è una realtà che si autoproduce completamente: tutte le spese, dagli spazi alle attività, sono sostenute direttamente dalla cooperativa, senza un sistema stabile di finanziamenti.
Questo comporta una gestione attenta e un coinvolgimento diretto in ogni fase del lavoro.
Franca Villa, tra le figure storiche della compagnia, descrive questo approccio con un’espressione che sintetizza bene il metodo: “braccio, gambe, pancia e testa”.
Un modo per indicare insieme il lavoro pratico, il rapporto con il pubblico e la costruzione consapevole degli spettacoli.
Gli ultimi anni e la chiusura
Per molti anni questo modello riesce a sostenersi.
La Baracca continua la propria attività, mantenendo una programmazione regolare e una presenza costante sul territorio, pur restando una realtà indipendente.
Nel 2020, con la chiusura dei teatri dovuta alla pandemia, l’attività si interrompe improvvisamente. Il blocco degli spettacoli e degli incontri rende difficile proseguire, soprattutto per una struttura basata sull’autoproduzione e sulla continuità del lavoro.
Nel 2021 la cooperativa viene messa in liquidazione, segnando la fine di un percorso durato oltre trent’anni.
Quello che resta
La Baracca oggi non è più attiva come cooperativa, ma resta nella memoria della città.
Non tanto per un singolo spettacolo o per un momento preciso, quanto per la continuità con cui ha accompagnato il pubblico nel tempo.
Le rassegne, le attività nelle scuole, la presenza costante: elementi che hanno costruito un rapporto duraturo con il territorio.
È una di quelle esperienze che non si impongono, ma restano. E che, proprio per questo, continuano ad essere ricordate.

